Ultima modifica: 8 ottobre 2015

Storia e tradizione

Leonforte è situata al centro del sistema montuoso degli Erei a 600 metri s.l.m. e dista 22 km. da Enna. Possiede un territorio comunale esteso per 8.400 ettari ed una popolazione di 15.000 abitanti.

Secondo alcuni storici in questi luoghi sorgeva l’antica città sicula di Tabas o Tavaca. Durante il dominio Bizantino ed in seguito quello Arabo, poco lontano, fu edificato un castello, detto di Tavi, e si formò un casale nelle sue vicinanze; furono introdotti sistemi razionali per l’irrigazione delle colture e numerosi mulini sfruttavano l’abbondanza delle acque.

Con la conquista Normanna il feudo passò da un signorotto all’altro fino a quando, nel XV secolo, pervenne alla famiglia Branciforti.

Nel 1610, con «licentia populandi», Nicolò Placido Branciforti pensò di sfruttare al massimo le potenzialità del fertile territorio, ricco di acque e di mulini, fondandovi una città che chiamò Leonforte in omaggio al blasone della sua casata (leone rampante che regge lo stendardo con i moncherini delle zampe ed il motto «in fortitudine bracchii tui») ed elevando il possedimento al rango di principato nel 1622.

La città si ingrandì subito e oltre all’agricoltura si svilupparono attività artigianali connesse alla produzione di manufatti in terracotta e alla concia delle pelli, produttive come la gualchiera di panni di feltro e nell’800 sorsero anche una filanda ed alcune miniere di zolfo. nel 1852 la città ed ogni beneficio vennero acquistate dai conti Li Destri di Bonsignore.

L’economia odierna è basata prevalentemente sul terziario, mentre quella agricola sulle colture del grano, dell’olivo, della Fava larga e della pesca settembrina. Le attività commerciali, artigianali ed imprenditoriali si avviano verso un sempre maggiore sviluppo relazionandosi a realtà e settori di nuova espansione.

L’agricoltura riveste un ruolo molto importante nell’economia locale.

Le colture maggiormente praticate sono il Frumento duro in rotazione con veccia e avena e la Fava tra le erbacee, l’Olivo, il Pesco e gli Agrumi tra le arboree. Colture di pregio, che rendono famosa la Leonforte agricola agli occhi dei consumatori isolani e non solo di quelli, sono la Fava e il Pesco. La Fava larga di Leonforte e la Pesca tardiva rappresentano infatti dei prodotti di eccellenti qualità organolettiche molto apprezzati e ricercati dal mercato. Recentemente si sta cercando di valorizzare il grano duro e l’Olio extravergine di oliva, prodotti anche questi di notevoli caratteristiche qualitative.

Molto apprezzati sono anche i prodotti degli allevamenti zootecnici: carne, formaggio e ricotta.

 

IL TERRITORIO (di Luigi Buscemi)

Geograficamente appartenente al territorio di Leonforte è Monte Altesina, alto 1192 metri, che, nell’antichità, venne identificato con il “Monte Ereo”. Per la sua posizione baricentrica fu preso come riferimento dagli arabi per dividere la Sicilia in tre Valli. Ammantato da una rigogliosa vegetazione di  lecci e roverelle, relitto della primordiale foresta mediterranea, ospita un’interessante fauna. Sulla cima della montagna si trovano i resti di un villaggio preistorico, e, sulle pendici, i ruderi del  “Cummintazzu”, antico eremo di monaci denominato S.Maria di l’Artisina. Recentemente è  stata istituita la Riserva Naturale “Monte Altesina” che consentirà di tutelare e valorizzare il peculiare ambiente naturale.

Altri rilievi di notevole bellezza selvaggia appartenenti ai “Monti Erei” sono Montagna di Mezzo, Monte Scala e Monte Boscorotondo. Questi habitat naturali presentano dei suggestivi ambienti rocciosi e un’intricata vegetazione boschiva, costituita da querce da sughero, roverelle, lecci e ogliastri. Sulle pendici di Montagna di Mezzo si trovano i ruderi della Masseria della Principessa, antico opificio dedito alla produzione dell’olio. Sul versante meridionale di Monte Scala sorge un antico abitato rupestre denominato Grotte Formose. Ai piedi di Monte Boscorotondo, si riscontra il Vallone dell’Inferno, ecosistema particolarmente suggestivo costituito da una gola profonda su cui scorre l’alto corso del Fiume Crysa, nome del dio fluviale venerato, in epoca classica, dalle popolazioni locali.

Un habitat naturale particolarmente interessante è il Lago Nicoletti, nato negli anni settanta come invaso artificiale, che ospita stagionalmente numerosi uccelli migratori oltre ad altre specie legate all’ambiente acquatico.

Arroccati su una rupe sorgono i ruderi del Castello di Tavi, volgarmente detto “u Castiddazzu”. La fortezza, di probabile origine bizantina, divenne in seguito un elemento di difesa arabo e poi normanno fino a divenire sede della “Baronia di Tavi”. A poca distanza si incontrano i ruderi del Castello di Guzzetta  che ebbe delle vicende storiche analoghe alla fortezza di Tavi. Nel territorio insistono alcuni oratori rupestri di epoca Bizantina tra cui la Grotta di S. Elena.

Lungo la vallata del fiume Bozzetta è ubicata Villa Gussio, pregevole costruzione patrizia dell’800. Di notevole interesse sono i reperti di archeologia industriale tra cui la Filanda, la Miniera di Zolfo di Faccialavata, i mulini ad acqua e i manufatti della vecchia linea ferroviaria Dittaino-Nicosia. In  Contrada Samperi esistono i ruderi della Chiesa di S. Pietro, risalente al periodo medievale. Il territorio è costellato inoltre da reperti archeologici di epoca preistorica tra cui numerose escavazioni nella roccia visibili su Monte Cernigliere, a Mongiafara e a Valle dei Ladroni.

Gli ambienti naturali si alternano a un suggestivo paesaggio agrario costituito da pascoli, da terreni seminativi coltivati a frumento e a fava, e da colture arboree tra cui l’olivo, il mandorlo  e, nelle vallate del Crysa e del Bozzetta, l’arancio e il pesco. Il territorio, utilizzato da tempo immemore per attività agricole, conserva ancora segni di un’antica civiltà contadina che ha lasciato interessanti testimonianze costituite da edifici rurali, muri in pietra e “pagghiari”, arcaiche costruzioni realizzate con pietre e canne.

Per salvaguardare e valorizzare lo splendido patrimonio naturale e storico-culturale di quest’area geografica è stata proposta l’istituzione del “Parco Regionale degli Erei” che abbraccia un vasto comprensorio della Sicilia centrale. Nel territorio di Leonforte è stata inoltre programmata la creazione del  “Parco letterario John Henry Newman” per celebrare i luoghi in cui avvenne la conversione spirituale dell’illustre teologo.

Link vai su