Le vie del Principe

Percorso di “urban trekking” su itinerario storico-culturale per il centro storico di Leonforte

Una suggestiva passeggiata che attraversa gran parte della memoria storica e antropologica di Leonforte, città fondata dal Principe Nicolò Placido Branciforti nel 1610. 

Il percorso, ad anello, parte dallo spiazzale antistante la chiesa – ex convento dei Cappuccini

Mausoleo dei Branciforti, custodisce un’interessante cappella decorata da un prezioso portale d’alabastro cutugnino, scolpito da G. Gallina nel 1647, che fa da cornice al sarcofago della principessa Caterina Branciforti morta nel 1634 a soli 42 anni. L’elegante tumulo in marmo di Portovenere fu commissionato dal marito nel 1635 allo scultore lombardo G.G. Cirasolo, allora operante a Palermo, su modello di quello del principe di Trabia, suo avo materno, custodito nella chiesa di S. Zita a Palermo.

La tela del Novelli. L’elezione di Mattia all’apostolato, risalta sull’altare maggiore della chiesa dei Cappuccini, contornata da una pregevole cornice intagliata, è unanimemente attribuita a Pietro Novelli e può definirsi il suo capolavoro in assoluto, «al tempo stesso realistico, visionario e decorativo» come ha scritto nel 1967 il critico statunitense A. Moir. Databile intorno al 1640 può leggersi anche come una rappresentazione apologetica della famiglia Branciforti il cui stemma risalta sul pilastrino in primo piano. Notevoli gli influssi chiaroscurali e realistici del Caravaggio.


Si prosegue lungo la grande scalinata che porta al largo Parano per dirigersi verso la chiesa di San Giuseppe

Edificata nel 1747 a spese del Sac. T. Crimì sul luogo dove sorgeva l’antico convento dei Cappuccini, presenta una facciata riccamente decorata; l’interno ad aula è arricchito dagli affreschi del Borremans e del pittore ennese V. Scillia. Recentemente è stata resa fruibile l’interessante cripta con ossario.


Altra tappa fondamentale è il monumento simbolo della città, la Granfonte.

Monumentale abbeveratoio costruito dal 1649 al 1652 è noto localmente come «Vintiquattru cannola», per via delle ventiquattro cannelle bronzee da cui fuoriesce ininterrottamente la copiosa acqua che si versa nella vasca sottostante. Un cronista del Settecento scrive che la Granfonte è stata esemplata su una fontana di Amsterdam, più verosimilmente l’opera, attribuibile al noto architetto palermitano M. Smiriglio, si rifà alle numerose incisioni di artisti fiamminghi allora molto diffuse nell’Isola.


Da qui iniziano le tappe di risalita, continuando con il tema dell’acqua e della natura, Giardino Fontana delle Ninfe.

Costruita nel 1636 nell’antica piazza Sottana costituisce la prima monumentale fontana di Leonforte e celebra con la sua architettura, ispirata alle fontane romane del Mosè (1587) e dell’Acqua Paola al Gianicolo (1610), il vecchio fonte di Tavi che alimentava, secondo il Fazello, i fiumi Chrysa e Teria. La fontana rappresenta un arco trionfale che sormonta una roccia artificiale da cui sgorga l’acqua che, passando dalla bocca di un leone, andava a versarsi dentro una vasca poligonale rivestita con piastrelle maiolicate. Due pregevoli statue marmoree, provenienti da Palermo, impreziosivano le nicchie laterali mentre un pellicano, simbolo eucaristico, sovrastava la grande lapide apposta nel secondo ordine della fontana.


Dopo poche centinaia di metri si giunge alla chiesa di Santo Stefano

Eretta per volere di G. B. Falciglia nel 1657 sul luogo dove già sorgeva una chiesetta del periodo normanno, nel 1754, per volontà del Sac. G. B. Lambusta, fu ricostruita sotto la direzione del capomastro C. Saitta nelle forme attuali. L’interno a pianta ottagonale, decorato con stucchi da P. D’Urso nel 1758, custodisce in una cappella il sarcofago del primo fondatore, un pregevole organo ed una tela all’altare maggiore, di autore ignoto, raffigurante le Anime del Purgatorio.


Proseguendo lungo la via Garibaldi, in cima ad una caratteristica salita in basolato lavico si trova la Matrice (chiesa Madre)

Intitolata a San Giovanni Battista, fu edificata con molta lentezza ed alla morte del principe (1661) risultava ancora incompleta, dovendosi finire la navata maggiore, le due laterali e la facciata, che era giunta solo al primo ordine. I lavori furono ripresi nel 1728; nel 1740 Ercole Branciforti, 4° principe di Leonforte, commissionò ai fratelli Pietro e Paolo D’Urso di Acicatena il completamento dell’edificio nelle forme che oggi ammiriamo. Furono innalzati il coro, il transetto e la navata maggiore e l’interno fu rifinito in stucco secondo l’ordine composito, comprese le due Cappelle del SS. Crocifisso e di S. Giovanni nelle testate del transetto. All’interno sono custoditi pregevoli dipinti e sculture del XVII e XVIII secolo, un organo di Donato Del Piano, il fercolo della Patrona e rari paramenti sacri in seta e oro.


Proseguendo l’ascesa verso il monte Cernigliere, che sovrasta la città, si arriva alla chiesa di Santa Croce

La chiesa posta in posizione dominante sull’abitato, su un’altura del monte Cernigliere, era già esistente nel 1727, quando fu donata all’omonima Confraternita. Rimaneggiata nel 1776, fu coperta con una volta adorna di stucchi. Restaurata in seguito al crollo della volta, fu nuovamente restituita al culto nel 1885. Pregevole è il portale d’ingresso, dotato di due eleganti colonne tortili.


Ultima tappa, prima del rientro verso il luogo di partenza è quella della “Madonnina”

Luogo simbolo di Leonforte dove è possibile ammirare una suggestiva panoramica della città. Una piccola statua della Madonna del Carmelo (patrona di Leonforte), posta su un’alta colonna simboleggia la protezione della patrona su tutta la città. 


Mappa interattiva

Ultimo aggiornamento

29 Novembre 2021, 09:57