Scuderia

Portata a termine da maestranze romane e palermitane, poteva contenere oltre duecento cavalli. Rimane a testimonianza della grande passione per i cavalli coltivata dal Principe il quale riuscì a creare, mediante incroci tra razze diverse, un ibrido di cui andava fiero.

Scuderia

Ubicazione: Piazza Branciforti
Anno di costruzione: 1628

Notizie storiche

Portata a termine da maestranze romane e palermitane, poteva contenere oltre duecento cavalli. Rimane a testimonianza della grande passione per i cavalli coltivata dal Principe il quale riuscì a creare, mediante incroci tra razze diverse, un ibrido di cui andava fiero. Nel maggio del 1714 venne in visita a Leonforte il re Vittorio Amedeo II di Savoia, il quale ritenne la “Stalla grande” degna di essere paragonata alle sue scuderie di Torino. Presentava infatti una tipologia basilicale a tre navate con una teoria di quattordici arcate per lato sostenute da pilastri; era divisa in reparti e al di sopra delle mangiatoie vi erano specchi di fine cristallo che riflettevano le immagini dei cavalli. Con molta probabilità venne restaurata per la prima ed ultima volta da uno dei suoi successori, Ercole I Branciforti, attorno al 1759.

Descrizione

Di stile barocco, rappresenta l’unico esempio in Sicilia di edificio destinato all’allevamento dei cavalli di cosÌ grandi dimensioni (m. 16,5 x 84). Ha una facciata che funge da fondale prospettico alla piazza Branciforti e che presenta un grande portale bugnato simile a quello del palazzo. Al di sopra del portale, al centro della facciata, si trova una nicchia che si conclude a conchiglia; questa accoglie in un busto marmoreo l’unica effige pervenutaci del Principe fondatore, raffigurato con la corazza dell’ordine cavalleresco di San Giacomo della Spada.

Ultimo aggiornamento

17 Agosto 2020, 12:11